La sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell'ovaio policistico

Che cos’è la sindrome dell’ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico (Polycystic Ovary Sindrome, PCOS) è una malattia endocrinologica di comune riscontro nelle donne in età riproduttiva, basti pensare che interessa circa il 10% di tutte le donne. E’ caratterizzata dall’aumentata secrezione di androgeni (gli ormoni maschili normalmente presenti a basse concentrazioni anche nelle donne) i quali portano a irregolarità mestruali, assenza di ovulazione, irsutismo, acne, perdita di capelli (alopecia). E’ spesso associata ad un aumento della resistenza all’insulina oltre che alle tipiche modificazioni della morfologia delle ovaie. Prende infatti il nome dai numerosi sacchetti pieni di liquido (cisti) che possono formarsi nelle ovaie provocandone l’ingrossamento. Per la diagnosi di PCOS è richiesta la presenza di almeno due fra questi tre elementi clinici:

  • iperandrogenismo (eccesso di ormoni androgeni);
  • oligo/anuvulatorietà (alterazione dell’ovulazione con disturbi del ciclo mestruale);
  • aspetto policistico dell’ovaio all’ecografia.

Quali sono le cause della sindrome dell’ovaio policistico

Devi sapere che nella sindrome dell’ovaio policistico sono coinvolti l’insulino-resistenza e l’aumento degli androgeni che impediscono la corretta maturazione del follicolo a livello delle ovaie, determinando appunto l’anovulazione ed i segni clinici della malattia (irsutismo e acne). L’insulino-resistenza inoltre contribuisce all‘accumulo di tessuto adiposo e aumenta il rischio di sviluppare sovrappeso, obesità e i disordini ad essi correlati (sindrome metabolica, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia che corrisponde ad elevati valori di colesterolo e/o trigliceridi).

Come prevenire e curare la sindrome dell’ovaio policistico

Come avrai capito, sovrappeso, obesità e insulina sono strettamente correlati tra loro e inducono un circolo vizioso che si autoalimenta. Fortunatamente ci sono alcuni accorgimenti che puoi mettere in atto per rompere questo circolo, prevenendo o trattando l’obesità e favorire così la ripresa del regolare ciclo mestruale e della fertilità. Questi interventi prevedono:

  • modifiche dello stile di vita;
  • terapia con farmaci e/o integratori.

Qui di seguito ti spiegherò nel dettaglio che cosa puoi fare per contrastare la sindrome dell’ovaio policistico.

Modifiche dello stile di vita

Con questa definizione voglio dire adottare delle corrette norme dietetico-comportamentali al fine di prevenire l’incremento di peso e contrastare l’insulino-resistenza. Nel caso della sindrome dell’ovaio policistico il calo ponderale fino al conseguimento del normopeso, accompagnato da una corretta alimentazione e a una regolare attività fisica, migliora il quadro metabolico e ormonale favorendo il ripristino delle condizioni fisiologiche.

E’ pertanto importante che tu riesca a seguire i seguenti consigli:

  • mantieni un corretto peso corporeo;
  • segui un’alimentazione sana e bilanciata, ponendo attenzione all’indice glicemico degli alimenti (ovvero la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la quantità di glucosio presente nel sangue);
  • incrementa il consumo di frutta e verdura, di cereali integrali (orzo, farro, quinoa, kamut, ecc.), legumi ed alimenti naturalmente ricchi di fibra;
  • limita gli zuccheri semplici (caramelle, cioccolato, dolci, bibite zuccherate) e l’assunzione di grassi, prediligendo quelli contenuti nelle fonti vegetali (olio d’oliva, frutta secca) e nel pesce azzurro;
  • incrementa l’attività fisica quotidiana. Non esiste in assoluto uno sport ideale per chi soffre di PCOS tuttavia, per essere di aiuto l’attività motoria deve essere fatta con la frequenza adeguata (da un minimo di 3 volte a settimana);
  • limita l’assunzione di alcolici;
  • abolisci il fumo.

Farmaci

E’ ormai chiaro che l’obiettivo principale della terapia della sindrome dell’ovaio policistico è la correzione dell’iperandrogenismo e il ripristino dei normali cicli mestruali che devono essere regolarizzati soprattutto per evitare i rischi legati all’iperstimolazione estrogenica cronica dell’endometrio che può portare ad iperplasia e tumori. Nelle donne in età fertile, in cui non sia controindicata e che non desiderino una gravidanza, la terapia contraccettiva (con ormoni estrogeni e progestinici che abbiano anche caratteristiche antiandrogene) è il farmaco di prima scelta per regolarizzare i cicli mestruali e ridurre i segni dell’iperandrogenismo.

L’uso di metformina è raccomandato in presenza di diabete mellito tipo 2 o in stati di alterata glicemia a digiuno, quando si ha un problema di insulino-resistenza. E’ considerata una terapia di seconda scelta in donne che non tollerano i contraccettivi orali e non è indicata se si desidera una gravidanza a breve. Ha solo una modesta azione di controllo sull’iperandrogenismo. Il suo uso in pazienti che non presentano un diabete mellito è off label (farmaci prescritti sotto la responsabilità del medico, con il consenso informato della paziente e con costi a carico di questa).

Nei casi più severi di irsutismo e acne è indicata la terapia con antiandrogeni; andrebbero utilizzati solo in presenza di una concomitante contraccezione e vanno assunti per almeno 9-12 mesi prima di poterne valutare l’efficacia nel miglioramento di acne e e irsutismo. Gli antiandrogeni ciproterone acetato, spironolattone, flutamide e finasteride possono essere aggiunti a qualsiasi contraccettivo orale per amplificarne l’azione antiandrogena anche se, a parte il ciproterone acetato, tutti gli altri non sono registrati per queste indicazioni essendo appunto farmaci off label (farmaci prescritti sotto la responsabilità del medico, con il consenso informato della paziente e con costi a carico di questa), anche se la loro efficacia sui segni dermatologici dell’iperandrogenismo è ben documentata. L’irsutismo e l’acne devono essere trattati per l’importante impatto psicologico. Le terapie cosmetiche devono essere incoraggiate e costituire un valido aiuto. Per i peli superflui del viso si può intervenire con l’applicazione due volte al giorno di eflornitina topica che agisce riducendo la crescita del pelo. Per l’acne possono essere utili i derivati dell’acido retinoico.

Per i problemi che riguardano la sindrome dell’ovaio policistico è possibile ricorrere anche all’assunzione di nutraceutici, ovvero quelle sostanze di origine naturale che in generale svolgono un’azione benefica sull’organismo e che nello specifico possono essere efficaci nella gestione delle pazienti affette da tale sindrome. A tal proposito gli inositoli (dei nutrienti vitamino-simili) per il loro ruolo di insulino-sensibilizzanti, sono considerati un’alternativa efficace al trattamento della sindrome dell’ovaio policistico, in particolare per il ripristino dell’ovulazione e della fertilità. Gli inositoli si trovano in natura in alcuni alimenti, tra cui legumi, cereali, frutta. In particolare, la lecitina di soia ne è ricca come anche il riso integrale, il grano saraceno, l’avena e l’orzo. Anche la carne, sia di bovino che di maiale contiene una certa quantità di inositoli. I frutti con maggiore concentrazione di tali sostanze sono le arance, i pompelmi e le fragole, tra le verdure i piselli e cavolfiore. Anche l’acido alfa lipoico, una molecola anch’essa simile ad una vitamina, presente in natura soprattutto nelle carni rosse e nelle frattaglie (fegato e cuore) oltre che in alcune verdure come patate, broccoli e spinaci, è impiegato come integratore antiossidante e sembra contribuire a migliorare i sintomi e i segni della sindrome dell’ovaio policistico, specie se in associazione agli inositoli. Un’alternativa agli inositoli è rappresentata dalla berberina, un alcaloide concentrato in alcune piante medicinali. La berberina è conosciuta per lo più per la sua azione sul metabolismo lipidico e parte di tali effetti dipendono dall’azione sul metabolismo degli zuccheri e quindi sull’insulino-resistenza.

Quando eseguire una visita nel sospetto di sindrome dell’ovaio policistico

Se presenti una delle condizioni sottoelencate, potresti avere la sindrome dell’ovaio policistico e avere bisogno di sottoporti a visita specialistica endocrinologica:

  • sovrappeso o obesità;
  • cicli irregolari;
  • acne difficilmente trattabile;
  • irsutismo (aumento della distribuzione e dello spessore dei peli su volto, collo, torace, addome, braccia e gambe);
  • difficoltà al concepimento;
  • storia familiare di sindrome dell’ovaio policistico;

Un consulto specialistico è inoltre necessario per escludere anche altre cause di iperandrogenismo e di irregolarità dei cicli mestruali come ad esempio le patologie tiroidee, l’iperprolattinemia, l’ipercortisolismo, problemi surrenalici o più raramente alcuni tumori ormono-secernenti. E’ inoltre fondamentale che tu ti affida con continuità ad uno specialista del settore cercando di limitare il più possibile il fai-da-te. Il medico può infatti stabilire la frequenza e il tipo di esami che devi effettuare per controllare lo stato della patologia e, in caso di necessità, prescriverti una terapia farmacologica e/o integrativa efficace e sicura.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento puoi scrivermi o prenotare una consulenza.

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