PCOS: new philosophy

PCOS: new philosophy

Sabato 7 maggio 2022 sono stata invitata a parlare in qualità di relatrice al congresso pluriregionale AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto tenutosi a Riva del Garda. Il tema della mia relazione è stata la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), argomento a me caro in quanto molte mie giovani pazienti ne soffrono.

La sindrome dell’ovaio policistico colpisce il 5-10% delle donne, origina nel periodo puberale ed è considerata la più comune alterazione endocrina dell’età fertile. Le caratteristiche principali sono l’oligo-anovularità, le alterazioni morfologiche dell’ovaio e lo sbilanciamento ormonale con aumento degli androgeni circolanti spesso associati a problemi metabolici. I sintomi e le manifestazioni della PCOS possono essere diversi e variabili, i più comuni sono l’ovaio con aspetto policistico ovvero l’ovaio con numerose cisti (>12) con dimensioni <10 mm, l’anovulazione cronica, l’irregolarità mestruale (oligomenorrea-amenorrea) e l’iperandrogenismo, che si associano spesso a irsutismo, acne, seborrea e obesità. Iperinsulinemia e insulino-resistenza, presenti nel 75% circa delle donne con PCOS, sono fattori chiave nello sviluppo dell’iperandrogenismo e nel lungo termine possono incrementare il rischio di malattie cardiovascolari portando alla comparsa di ipertensione, dislipidemia e diabete mellito tipo 2.

Le terapie farmacologiche standard comprendono l’utilizzo di contraccettivi orali, antiandrogeni e farmaci
insulino-sensibilizzanti
. Questi trattamenti sono spesso a lungo termine e possono talvolta causare effetti collaterali, come alterazione dei parametri metabolici, problemi intestinali o interferenza con la ricerca di una gravidanza per cui talvolta si possono utilizzare dei composti di origine naturale quali gli inositoli (myo-inositolo e D-chiro-inositolo) o la berberina. Quest’ultima tuttavia presenta una scarsa biodisponibilità che spesso ne limita l’efficacia quando utilizzata tale quale. La berberina, infatti, nasce nella medicina cinese come antidiarroico e può dare, in alcuni soggetti predisposti, problemi di stitichezza. Per ovviare a tale inconveniente è stata concepita una nuova formula fitosomiale, ottenuta dalla razionale combinazione della berberina con lecitina di girasole, proteine del pisello ed estratto di semi d’uva che ne migliorano l’assorbimento riducendone i possibili effetti collaterale intestinali.

Un recente studio italiano pubblicato nel 2021 ha indagato l’efficacia della berberina Fitosoma®, valutandone il possibile utilizzo in pazienti affette da sindrome dell’ovaio policistico. Sono state reclutate dodici donne con PCOS, di età compresa tra i 25 e i 35 anni, normopeso o in sovrappeso, che sono state trattate per soli 2 mesi con 2 compresse al giorno dell’innovativa formulazione di berberina. Sono stati valutati l’indice di insulino-resistenza (HOMA), la glicemia, l’insulinemia, i parametri ormonali, l’acne e l’infiammazione. Al termine dello studio si sono evidenziati un miglioramento di tutti i parametri valutati, in particolare si è verificato un abbassamento dell’indice di insulino-resistenza e miglioramento sia dei livelli di glicemia che di insulina, mentre nel quadro ormonale si è ottenuto una netta diminuzione dell’iperandrogenismo e un miglioramento dell’acne. Infine, si è ottenuto un dimezzamento dei parametri infiammatori valutati e un’assenza totale di effetti collaterali nelle donne trattate. Essendo questo uno studio pilota si rende necessaria la ricerca di ulteriori conferme, ma i risultati ottenuti evidenziano come tale formulazione di berberina possa essere un valido aiuto nella donna con PCOS agendo sui complessi parametri metabolici che la caratterizzano.

Per ulteriori chiarimenti o per altri consigli per curare con metodi naturali la sindrome dell’ovaio policistico non esitare a contattarmi.

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