Utilizzo di un nuovo sostituto osseo antibiotato per portare a guarigione l’osteomielite nel piede diabetico
Scopo dello studio
Lo scopo di questo lavoro è quello di valutare l’efficacia di un nuovo sostituto osseo antibiotato composto da solfato di calcio + idrossiapatite + gentamicina solfato (CSH + HA + GS), nel trattamento dell’osteomielite (OM) nel piede diabetico.
Metodi
Da giugno 2013 a febbraio 2016 abbiamo utilizzato un nuovo composto di CSH + HA + GS per riempire lo spazio vuoto che si creava dopo la resezione chirurgica ossea nei casi di OM del piede diabetico. L’unicità di questo prodotto è il atto che indica la formazione di nuovo osso mentre l’osso sintetico si dissolve e l’antibiotico viene rilasciato nei tessuti circostanti, mantenendo elevate le concentrazioni di gentamicina per alcune settimane.

In 24 pazienti con (8, 33,3%) o senza (16, 66,7%) neuroatropatia di Charcot e osteomielite post lesionale, dopo rimozione del tessuto osseo infetto, abbiamo applicato da 10 a 20 ml di CSH + HA + GS, riempendo gli spazi residui con il fine di stabilizzare i rimanenti frammenti ossei. Quando necessario, queste artrodesi venivano stabilizzate con fissatori esterni-interni ibridi. Prima, nell’immediato post operatorio e dopo 3 mesi dagli interventi chirurgici venivano eseguite radiografie e, quando opportuno, risonanze magnetiche nucleari. Se necessario, veniva effettuata una rivascolarizzazione percutanea (13/24, 54.1%).
Sono stati trattati 24 pazienti affetti da OM , 4 con coinvolgimento della 1° testa metatarsale, 7 con coinvolgimento del calcagno, 13 con coinvolgimento dell’astragalo e del calcagno (Tabella 1). Dopo l’ intervento chirurgico sono stati tutti trattati con medicazioni standard e scarico del piede.
| Sito di lesione | N° di pazienti |
|---|---|
| Coinvolgimento 1° testa metatarsale | 4 |
| Coinvolgimento del calcagno | 7 |
| Coinvolgimento dell’astragalo e calcagno | 13 |
Risultati
I 4 pazienti con OM del 1° metatarso sono guariti (100%), sia per quanto riguarda l’infezione che le lesioni (Figura 1).




Un paziente (14,3%) con OM del calcagno ha presentato un peggioramento dell’infezione ed è stato trattato con amputazione maggiore, un paziente (14,3%) è morto per cause cardiovascolari nel follow-up precoce; tutti i rimanenti 5 pazienti (71,4%) sono guariti, uno in particolare, presentando buona crescita tissutale a due mesi dall’intervento e in assenza di segni clinici di recidiva di OM, è stato sottoposto ad innesto con lembo fasciocutaneo peduncolato.
Nove (69,2%) dei 13 pazienti sottoposti a resezione parziale di mesopiede e retropiede sono guariti (Figura 2), un paziente è ancora in via di guarigione, 3 pazienti (23%) che hanno presentato successivamente recidiva di OM o di lesione, sono stati trattati con amputazioni minori.











I pazienti guariti stanno tutti indossando idonea calzatura definitiva (Figura 3).


Conclusioni
L’uso del sostituto osseo CSH + HA + GS ha mostrato essere efficace nella guarigione dell’OM e nel preservare le strutture del piede nel piede diabetico.



